Mission aziendale

L’Anzolavino Calcio nasce nell’estate del 2001 dalla fusione tra l’Anzola Calcio e il Lavino Calcio le cui origini risalgono rispettivamente dal 1963 e 1973.

La nuova società porta a compimento un processo di integrazione iniziato qualche anno prima e il nome Anzolavino intende rappresentare una lunga e diversificata tradizione calcistica ed insieme il Paese intero.

L’Anzolavino Calcio è nata dunque come elemento “nuovo” che va oltre l’esistente ed ha un obiettivo fondamentale: quello di sintetizzare la solidità, la dinamicità, la capacità e la coesione del paese che rappresenta.

La traduzione di questo impegno vuole produrre un progetto che tenda ad essere patrimonio di tutta la comunità, in una logica di integrazione e collaborazione con le altre componenti del mondo sportivo, le istituzioni, i soggetti economici che in questo territorio operano.

Lavoriamo e lavoreremo nel segno dell’apertura sul piano degli assetti dirigenziali e della valorizzazione delle risorse locali, con la voglia di dimostrare che l’Anzolavino sa e può competere, dal settore giovanile alla prima squadra, ad alti livelli di qualità, con intelligenza, progettualità, responsabilità. Lontani da pericolose quanto futili avventure. Senza presunzione, ma con tenacia e convinzione.

Con i piedi ben piantati in terra vogliamo crescere, cercando di meritare la fiducia della gente di Anzola dell’Emilia e per questo abbiamo bisogno di tutti: di tutti coloro i quali hanno a cuore il nostro paese, la sua immagine, i suoi giovani.

Obiettivi strategici della Società

  • Valorizzare e potenziare l’attività del settore giovanile, definendo un percorso didattico e formativo, rispettando le finalità sociale e, gradualmente, puntando ad una crescita qualitativa, anche investendo su giovani “esterni”.
  • Costruire la prima squadra su una struttura portante “locale”, puntando su giovani motivati e comunque su giocatori che condividono gli obiettivi della società
  • Nella individuazione dei “fuori quota” da inserire nella rosa della prima squadra dare priorità ai giocatori provenienti dal settore giovanile interno
  • Ampliare la partecipazione all’attività della società, ottimizzando l’organigramma societario e tutelando la radice locale della titolarità
  • Sviluppare rapporti di collaborazione con le società limitrofe

Finalità

Valorizzare il settore giovanile (giocatori e tecnici)

  • Dare una filosofia omogenea ed una chiara impronta formativa all’attività del settore giovanile
  • Consentire la massima maturazione individuale e calcistica dei ragazzi
  • Costruire giocatori utili alla prima squadra, e comunque completi e proponibili nelle categorie maggiori

LETTERA APERTA

Cari Genitori,

Il ragazzo che sceglie di impegnarsi in uno sport merita il rispetto e la stima dei genitori, che devono cercare di spronarlo ed incoraggiarlo, ma soprattutto capirlo e fargli comprendere che lo sport è prima di tutto divertimento e voglia di stare insieme, senza nutrire gelosie inutili o false ambizioni, che, il più delle volte, sono di ostacolo e non di aiuto al giovane calciatore.

Nel mondo del calcio e in particolare nella fascia di età tra i 6 e i 18 anni, il genitore si trova di frequente protagonista di situazioni spiacevoli, che creano problemi ed ostacoli ad una serena e positiva attività sportiva del proprio figlio.

Con la convinzione che “lo si fa per il suo bene” si può correre il rischio di diventare veri e propri deterrenti psicologici, non solo condizionando negativamente il rendimento in gara, ma, fatto ancor più grave, danneggiando lo sviluppo psicologico del ragazzo.

Si vorrebbe che il proprio figlio non debba mai soffrire, né commettere errori, ma ricevere dalla vita solo gioia e felicità. Questo purtroppo non è possibile. Il compito del genitore diviene allora quello di non intromettersi nella scelta del figlio, di non voler vivere la vita al suo posto, capendo che ogni errore commesso ed ogni dolore provato aiuta il ragazzo a crescere ed a formare una personalità sicura.

Crediamo che l’attività sportiva sia uno dei mezzi migliori per aiutare il proprio figlio a maturare ed a crescere, in quanto lo sport spinge il giocatore ad impegnarsi, a cercare di migliorare, a mettersi continuamente alla prova, a stringere rapporti sociali, a comprendere il sacrificio e l’umiltà, ad assumersi delle responsabilità ed a divenire membri di una collettività nella quale vigono, per ciascuno, diritti e doveri.

I genitori devono allora stimolare, incoraggiare la pratica sportiva del proprio figlio, concepita come mezzo e non come fine, aiutarlo a porsi degli obiettivi realistici ed aspettative adeguate alle sue capacità, ed anche instaurare un rapporto di collaborazione con l’allenatore, che non significa intervenire nelle scelte tecniche, ma fare in modo che ad esso arrivino sempre segnali e messaggi coerenti.

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